
Per un trauma frontale, una paziente di 24 anni con sorriso gengivale, perde il dente 2.1. Il dente 1.1 è dislocato palatalmente e il dente 1.2 presenta un danno al margine incisale (Fig. 2
Per un trauma frontale, una paziente di 24 anni con sorriso gengivale, perde il dente 2.1. Il dente 1.1 è dislocato palatalmente e il dente 1.2 presenta un danno al margine incisale (Fig. 2a, Fig. 2b). La CBCT mostra una frattura in entrambe le placche vestibolari ossee, in corrispondenza dei due incisivi centrali superiori (Fig. 3).



Terapia immediata
Ho visitato la paziente per la prima volta a tre giorni dal trauma e non è stato possibile reimpiantare il dente 2.1. A supporto temporaneo di papille e margine gengivale di quest'area, ho rimosso la radice del dente avulso, modificato il terzo cervicale della corona con del composito e cementato il dente avulso ai denti adiacenti con filo metallico e composito (Fig. 4).

Caso studio e piano di trattamento
In tutti i casi in cui l'estetica è in gioco, eseguo lo studio estetico del sorriso seguendo il concetto DSD "Digital Smile Design" per ottimizzare l'armonia tra i denti e il viso del paziente.
In questo caso, testo il potenziale estetico del progetto, creo un mock-up, prototipando un modello in resina con la nuova morfologia e una mascherina in silicone per eseguire la prova direttamente nella bocca del paziente (Fig. 6d, Fig. 6e). Simulo il nuovo sorriso del paziente, verificandone armonia e proporzionalità (Fig. 7).
È stato preparato un piano di trattamento definitivo in 4 fasi della durata di 8 mesi.



Il processo di lavoro
Prima fase
Cinque giorni dopo il trauma, l'obiettivo era rigenerare il volume osseo in zona 2.1. La chiave del successo in questa fase è la creazione di un provvisorio che condizioni i tessuti molli mantenendo il biomateriale nell'alveolo. Per ottenere la corona provvisoria, seguendo un percorso digitale, ho proceduto come segue:
- Mordenzatura dei denti da 1.3 a 2.3 per fissare il mock-up testato con la tecnica adesiva. Questa decisione mi ha permesso di progettare virtualmente il dente provvisorio 2.1 con una forma cervicale adeguata, copiandola con lo scanner e poi specchiando la nuova morfologia del dente 1.1 con il software di progettazione (Fig. 9d).
- Rigenerazione ossea dell'alveolo 2.1 con Bio-oss e Muco-graft. In questa fase, il provvisorio fresato è stato cementato ai denti adiacenti con un filo metallico e composito. Dopo 5 mesi, ho ottenut il volume osseo necessario per poter posizionare l'impianto (Fig. 10a, Fig. 10b, Fig. 10c).




Seconda fase
L'obiettivo è inserire un impianto nella cresta ossea rigenerata e ripristinare il volume del tessuto gengivale cheratinizzato nell'area vestibolare circostante.
In questa fase, la prerogativa fondamentale è creare un secondo dente provvisoriocon un profilo di emergenza appropriato. Ecco la procedura:
- Impronta digitale tramite scanner intraorale e creazione della "Maschera gengivale", con la copia dei tessuti molli precedentemente condizionati. Questa scansione ci guiderà durante la fase di progettazione del profilo di emergenza del dente provvisorio.
- Disegno del lembo. Eseguo un'incisione vestibolare intrasulculare, creando una piccola tasca mucosa, ottenuta con una incisione a spessore parziale dei tessuti molli, in corrispondenza della porzione vestibolare dell'area edentula.
- Posizionamento dell'impianto. L'impianto è posizionato centralmente con un'inclinazione palatale per evitare che il foro di accesso della vite interferisse con il bordo incisale del dente provvisorio o con la sua superficie vestibolare (Fig. 13).
- Personalizzazione della matrice di collagene (Fig. 14c).
- Posizionamento e sutura della matrice in collagene. La matrice in collagene viene posizionata nella tasca mucosa creata. I tessuti molli sono suturati ermeticamente sopra la matrice in modo che sia completamente immersa (Fig. 15).
- Impronte definitive per la realizzazione del provvisorio immediato. Una volta scansionato lo scan body, si disegna il profilo di emergenza (Base Line) sulla maschera gengivale. Successivamente, selezionando la porzione anatomica del dente 1.1 (Copy Line), il dente 2.1 verrà creato automaticamente e fresato in PMMA, grazie al software di progettazione. Il restauro del 2.1 è cementato alla T-base e avvitato all'impianto con una coppia di 20 Ncm. Il provvisorio, grazie al profilo di emergenza personalizzato, favorirà il condizionamento dei tessuti molli supportandoli e sigillando i margini del gap chirurgico. Ciò proteggerà la matrice collagenica sottostante, garantendo un risultato finale di successo (Fig. 16a, Fig. 16b, Fig. 16c, Fig. 16d).







Terza fase
Il caso è stato finalizzato protesicamente seguendo un metodo digitale "chairside".
Grazie alla funzione "Copia Biogenerica" del software protesico, è possibile copiare la morfologia del mock-up precedentemente incollato e della corona provvisoria avvitata all'impianto. Condivideremo con il software di progettazione le forme testate per creare i restauri protesici definitivi.
- Impronte definitive digitali. Ho eseguito con lo scanner intraorale la "Biocopia" dei denti anteriori e copiato la posizione delle papille e del margine gengivale, creando la "Maschera gengivale", condividendo contemporaneamente le informazioni morfologiche dei tessuti molli con il software di progettazione CEREC che creerà i dispositivi protesici finali (Fig. 17, Fig. 18a, Fig. 18b).
- Preparazione dei denti anteriori. Nel piano di trattamento avevo previsto la realizzazione di 5 faccette da 1.3 a 2.3, ad eccezione della 2.1, su cui era prevista una corona da avvitare all'impianto (Fig. 19).
- Impronta definitiva dei denti preparati. L'arcata preparata è scansionata con lo scanner intraorale (Fig. 20).
- Sviluppo dei modelli master e progettazione digitale. Completata la fase di impronta, il software progetta i denti protesici definitivi. Per iniziare, traccio la "Linea di base" sul profilo dei tessuti molli, evidenziando l'area entro la quale il software rileverà e creerà una corona protesica con un profilo di emergenza adeguato a supportare le papille e il margine gengivale condizionati. Si traccia poi la linea di finitura della preparazione ed in seguito, la "Linea di copiatura", copiando il mock-up. Con queste informazioni, il software creerà i denti protesici definitivi (Fig. 21a, Fig. 21b, Fig. 21c).
- Scelta del materiale e fresatura dei denti protesici. La scelta del materiale è un punto importante. La mia prima scelta sono le ceramiche feldspatiche, permettono di ottenere risultati molto simili alle caratteristiche estetiche dei denti naturali. Nel caso in cui sia necessario avere denti protesici con uno spessore molto sottile (0,2-0,3 mm), meglio scegliere una ceramica ibrida con una percentuale variabile di resina che conferisce maggiore elasticità, evita fratture durante la fresatura e ottiene margini precisi (Fig. 22).
- Finalizzazione dei denti protesici. Questo punto è molto importante, definirà l'aspetto finale dei denti protesici. L'obiettivo a cui mirare non è creare “specchi" che riflettano la luce in modo uniforme, ma la creazione di una texture superficiale che rifletta la luce in modo diverso, conferendo un aspetto più naturale (Fig. 23b).
- Cementazione adesiva. Questa ultima fase, se non gestita correttamente, potrebbe vanificare il risultato finale dal punto di vista estetico e funzionale. Gli aspetti principali da considerare per una ottimale stabilità dei dispositivi protesici nel tempo dopo la loro cementazione sono i seguenti: isolamento del sito operatorio con diga di gomma; preparazione conservativa; valutazione del colore finale.










Conclusione
Spero che la lettura di questo articolo possa essere uno stimolo a vedere il proprio lavoro con occhi diversi. Nel corso degli anni, la mia "visione" mi ha portato a cambiare continuamente il mio approccio e il mio processo di lavoro e a guardare a ciò che facevo con occhio critico, per migliorarmi. Dopo tanti anni di navigazione nel mare digitale, devo ammettere che oggi, rispetto a 20 anni fa, le procedure si sono semplificate e ciò che all'epoca era considerato pionieristico è ormai parte dei protocolli clinici accettati.
Innovazioni tecnologiche e materiali sempre più performanti mi hanno permesso di ridurre i tempi di terapia e il disagio per i miei pazienti e di aumentarne il margine di profitto (Fig. 24d, Fig. 24e).


ZEISS EXTARO 300 nasce dalla comprensione delle sfide quotidiane dei dentisti, offrendo visualizzazione aumentata, illuminazione ottimale ed
ZEISS EXTARO 300 nasce dalla comprensione delle sfide quotidiane dei dentisti, offrendo visualizzazione aumentata, illuminazione ottimale ed ergonomia avanzata per diagnosi e terapie più efficaci.
Progettato per l’odontoiatria moderna, introduce comunicazione digitale con il paziente, uso con una sola mano e strumenti per rivoluzionare l’attività clinica attraverso l’odontoiatria potenziata dal microscopio.
Caratteristiche tecniche
- Ingrandimento: Sistema Galileiano a 5 fattori (0,4 -2,5x)
- Tubo binoculare: Stereoscopico, inclinabile fino a 180°
- Oculari: 12,5x o 10x, correttori di ametropia
- Illuminazione: TriLED 5500 K, opzione LightBoost, filtri vari
- Focale: 200-430 mm
- Obiettivo: 65mm, antiriflesso
- Interfaccia ergonomica: MORA
- Ruote: 4 antistatiche, bloccabili
- Peso: 64 kg
Connettività e video
- Videocamera: mono CMOS Full HD (1080p)
- Uscite: HDMI, USB, Ethernet/Wi-Fi
- Software: ZEISS Connect (per iPad)
Standard e conformità
- Marcatura CE: CN-MF-000017606
- Classe MDR 2017/745: I
- Alimentazione: 100-240 VAC, max 120 VA
- Requisiti CEM: Classe B (IEC 61000-3-2)
Comunicazione all'avanguardia
Il microscopio ZEISS EXTARO 300, integrato con l’app ZEISS Connect, consente al dentista di mostrare visivamente al paziente le aree da trattare, facilitando decisioni consapevoli già alla prima visita.
Attraverso lo ZEISS Surgical Cloud, è possibile gestire in modo efficiente dati, immagini e video, condividendoli con colleghi per favorire collaborazione e networking.
Con ZEISS Livestream, è possibile trasmettere interventi in diretta via web in modo sicuro, coinvolgendo altri professionisti.
Visualizzazione aumentata
Il microscopio ZEISS EXTARO 300 integra modalità avanzate che migliorano diagnosi, trattamento ed ergonomia:
- Fluorescence Mode: rileva il tessuto cariato, preserva quello sano e distingue smalto da compositi, ottimizzando diagnosi e tempi operativi.
- NoGlare Mode: elimina i riflessi sullo smalto per analisi più accurate di colore e forma dentale.
- TrueLight Mode: evita la polimerizzazione precoce dei compositi, mantenendo la resa cromatica naturale.
- Ergonomia avanzata: consente postura neutra e visione ottimale, riducendo affaticamento fisico e visivo.

In quali ambiti trova applicazione il microscopio operatorio?
Il microscopio è ampiamente utilizzato in discipline come neurochirurgia, chirurgia spinale, otorinolaringoiatri
In quali ambiti trova applicazione il microscopio operatorio?
Il microscopio è ampiamente utilizzato in discipline come neurochirurgia, chirurgia spinale, otorinolaringoiatria, chirurgia plastica e oftalmologia.
La sua diffusione è legata alla necessità di affrontare interventi sempre più precisi e meno invasivi. Negli ultimi anni, anche l’odontoiatria ha iniziato a riconoscerne i vantaggi: endodonzia, microchirurgia parodontale e implantologia sono solo alcuni dei campi incui il microscopio sta cambiando il modo di operare.
Quali vantaggi offre al professionista?
Il microscopio garantisce due benefici fondamentali: visualizzazione aumentata e realtà aumentata. L’ingrandimento consente di osservare il campo operatorio con un dettaglio impossibile da ottenere a occhio nudo, mantenendo intatte forma, colore e tridimensionalità. La realtà aumentata, invece, permette di integrare informazioni digitali – come i dati della neuronavigazione – direttamente nel campo visivo, migliorando la precisione e riducendo gli errori.
Quanto incide la qualità ottica sulla prestazione?
La qualità dell’immagine è tutto. Ottiche evolute permettono una visione nitida e stabile. In odontoiatria, questo consente di individuare anomalie invisibili a occhio nudo e operare con maggiore sicurezza. Una visione dettagliata si traduce in diagnosi più accurate, trattamenti più efficaci e maggiore tutela dei tessuti sani.
L’ingrandimento è personalizzabile?
Sì. Il clinico può regolare il livello di ingrandimento in base al tipo di intervento o alla fase operativa. Questa flessibilità rende il microscopio uno strumento versatile e adattabile a ogni esigenza clinica.
Il microscopio è utile anche per documentare i trattamenti?
Certamente. I modelli più recenti sono dotati di telecamere integrate che consentono la registrazione di immagini e video in alta definizione. Questo è utile per la documentazione clinica, per la formazione, ma anche per la comunicazione col paziente e per eventuali esigenze medico-legali.
Permette un approccio meno invasivo?
Sì. Una visione più chiara consente interventi più conservativi, con minore impatto sui tessuti. Il microscopio è alla base della microchirurgia, che riduce il trauma, accorcia i tempi di guarigione e migliora il comfort del paziente.
Che ruolo ha l’illuminazione?
Essenziale. L’ingrandimento riduce la luminosità percepita. Per questo, i microscopi sono dotati di luci LED o Xenon, che assicurano un’illuminazione omogenea e potente anche ai massimi ingrandimenti, senza affaticare la vista.
Ci sono benefici anche per la postura dell’operatore?
Sì. Il microscopio consente di lavorare con la schiena eretta, evitando posture scorrette. Questo riduce l’affaticamento muscolare, soprattutto durante le sessioni prolungate, e contribuisce al benessere a lungo termine del professionista.
Quali criteri guidano la scelta di un buon microscopio odontoiatrico?
Contano la qualità delle lenti, la facilità d’uso, l’integrazione con le tecnologie dello studio (come software gestionali o scanner intraorali), l’affidabilità e l’efficienza dell’assistenza tecnica post-vendita. Un buon microscopio migliora sia la clinica che il flusso di lavoro.
Qual è il futuro della microscopia?
Si punta verso l’integrazione digitale. In molte specialità, il microscopio è già una workstation: integra sistemi di diagnostica intraoperatoria come la fluorescenza, utile per identificare tumori o patologie vascolari. Anche in odontoiatria, questo sarà il prossimo passo.
Accompagnati da Luca Spada, Responsabile Marketing e Vendite per Carl Zeiss Italia, scopriamo la nuova linea customizzabile e su misura
Le revisioni permettono di tenere traccia delle differenze tra le diverse versioni dei contenuti e di ripristinare a versioni precedenti.
| Revisione | Azioni |
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| 02/07/2023 - 10:32 da federica.panuccio | Revisione attuale |
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