L'impatto dei contraccettivi ormonali sulla salute parodontale Case report 2 e 3
granuloma piogeno in zona 4.2, 4.3
Ipertrofia gengivale e granuloma piogeno in pazienti utilizzatrici di estroprogestinici: gestione non chirurgica con ozonoterapia topica e approccio chirurgico laser, con implicazioni interdisciplinari.

 

Autori: Giuseppe Lipani, Ilaria Mancinelli, Giacomo Oldoini, Annamaria Genovesi

Istituto Stomatologico Toscano, Unicamillus international 

 


 

Case report 2

Il caso clinico presentato si riferisce a una paziente donna di anni 20, di sesso femminile, già inserita in un piano di richiami semestrali di igiene orale professionale. La paziente si presenta alla nostra attenzione per ipertrofia gengivale localizzata in zona 4.3. Al baseline (t0), la paziente viene sottoposta a documentazione fotografica (Foto 1) del sito coinvolto e valutazione anamnestica. L’anamnesi medica non risulta rilevante, a esclusione di riferito utilizzo di anello vaginale Nuvaring® (etonogestrel 0,120 mg + etinilestradiolo 0,015 mg), negli ultimi 18 mesi.

 


 

Baseline (t0)

Foto 1

 


 

Dopo aver escluso altre cause locali o sistemiche, viene ipotizzato un effetto secondario dato dall’uso recente, ma continuativo, del contraccettivo ormonale. La paziente viene istruita all’utilizzo di spazzolino sonico ad azione fluidodinamica, la quale consente di veicolare il principio attivo dei prodotti utilizzati all’interno del solco parodontale e nelle zone più difficili da raggiungere con altri spazzolini [27]. Viene motivata inoltre all’applicazione di gel a base di clorexidina all’1% per 7 giorni.

A 2 mesi dal baseline (t1), la paziente si presenta per regolare seduta di richiamo di igiene orale professionale. Seppur si rilevi un buon controllo di placca, la situazione a livello di 4.3 risulta invariata. Si rilevano sondaggio parodontale mid-vestibolare di 3 mm e perdita di attacco clinico pari a 5 mm. Alla paziente viene data indicazione di applicazione locale di gel orale a base di ozono. Da una recente revisione sono emersi infatti il suo elevato livello di biocompatibilità con le cellule epiteliali oltre a effetti antiossidanti, analgesici, antiflogistici, e biostimolanti, proprietà che vengono accentuate a contatto con acqua (come nel cavo orale) [28].

L’ozono agisce per ossidazione delle membrane cellulari microbiche, selettivamente sui patogeni, preservando le cellule dell’ospite. In condizioni di disbiosi, inoltre, l’apporto di ossigeno tramite ozono modifica l’ambiente parodontale, favorendo la crescita di specie aerobie e riducendo la proliferazione dei batteri anaerobi responsabili della formazione di tasche parodontali e della perdita di attacco clinico. Le proprietà descritte rendono l’ozono un valido supporto nel controllo e nella prevenzione delle patologie infiammatorie della mucosa [29]. Nel caso clinico presentato, la paziente ha usato il gel orale Ozoral® al 15% di olio di semi di girasole ozonizzato Ozonia 3000, (numero perossidi >/= 3000 meqO2/kg), ove l’olio vegetale limita la volatilità del principio attivo e ne garantisce una stabilità più elevata rispetto altre formulazioni [30]. Si istruisce la paziente alla veicolazione del gel all’interno del solco gengivale, tramite scovolino in silicone Soft-Picks Advanced® Small, 2 volte al giorno per 14 giorni.

Al controllo dopo 14 giorni (t2), si rileva adeguato controllo di placca generale (Foto 2) e riduzione dell’ipertrofia gengivale a livello di 4.3, con migliorata adesione del margine gengivale alla superficie dentale (Foto 3).

 


 

controllo 14 giorni (t2)

Foto 2

 

riduzione ipertrofia gengivale

Foto 3

 


 

Si procede con rinforzo motivazionale e viene data indicazione alla paziente di proseguire con applicazioni topiche di gel a base di ozono, associato all’utilizzo di spazzolino elettrico sonico.

La paziente viene rivisitata a ulteriori 14 giorni per controllo finale (t3).

A un mese dalla terapia, si rileva netto miglioramento dell’infiammazione a carico di 4.3, la gengiva risulta aderente e il sito non più sondabile. Permane tuttavia recessione di 2 mm (Foto 4).

 


 

Situazione a un mese, permane recessione di 2 mm

Foto 4

 


 
Case report 3

Il caso clinico presentato si riferisce a una paziente donna di anni 36, di sesso femminile. La paziente si presenta alla nostra attenzione per presenza di sospetto granuloma piogeno in zona 4.2, 4.3.

Al baseline (t0), la paziente viene sottoposta a documentazione fotografica del sito coinvolto e valutazione anamnestica (Foto 5). 

 


 

baseline (t0) case report 3

Foto 5

 


 

L’anamnesi medica non risulta rilevante, non presenta patologie sistemiche, nessuna gravidanza pregressa, non fumatrice, viene riferito utilizzo di cerotto EVRA a base di etinilestradiolo e norelgestromina, negli ultimi 5 anni. Dopo aver escluso altre cause locali o sistemiche, viene ipotizzato un effetto secondario dato dall’uso continuativo del contraccettivo ormonale che ha portato alla formazione di questa neoformazione benigna. Con l’odontoiatra viene valutata la rimozione chirurgica con laser della neoformazione con analisi istologica e la sospensione o sostituzione del farmaco contraccettivo con il suo ginecologo curante. La paziente è stata istruita alla corretta detersione dello spazio interdentale per favorire un creeping gengivale con il riposizionamento della palla interdentale.

 
Follow-up ad 1 mese (Foto 6-7)

 

Fllow up 1 mese

Foto 6

 

Follow-up ad 1 mese 2

Foto 7

 

Follow-up ad 1 anno (Foto 8-9)

 

Follow-up 1 anno

Foto 8

 

Follow-up 1 anno foto 9

Foto 9

 

Follow-up a 3 anni (Foto 10)

 

Follow-up a 3 anni

Foto 10

 

Discussione

Il cavo orale è lo specchio della salute generale ed è anche l’organo bersaglio di numerosi effetti avversi dovuti all’assunzione di medicinali [31].

I casi clinici presentati mettono in luce il potenziale impatto dei contraccettivi ormonali sul parodonto, anche in pazienti con un buon controllo di placca.

La durata dell’assunzione rappresenta un fattore critico: donne che assumono contraccettivi orali da oltre due anni mostrano spesso parametri gengivali peggiori rispetto a chi li utilizza per periodi più brevi. L’uso dei presidi a base di olio ozonizzato associati ad un corretto controllo del biofilm batterico grazie anche all’uso dello spazzolino sonico e degli strumenti per l’igiene interdentale, conferma la sua efficacia quale coadiuvante nella terapia parodontale non chirurgica, grazie alle sue proprietà antiedeminiche, antinfiammatorie e antiossidanti.

 

Conclusioni 

L'uso di contraccettivi ormonali, anche a basso dosaggio, può determinare modificazioni cliniche del parodonto,  con aumento della suscettibilità all’infiammazione gengivale. Si raccomanda di includere tra le domande anamnestiche l’utilizzo di metodi contraccettivi a rilascio ormonale e di informare le utenti dei loro possbili effetti sul cavo orale, rendendole consapevoli della necessità di un’ottima gestione del biofilm batterico e di un piano di richiami regolari di igiene orale professionale.

Infine, una collaborazione interdisciplinare tra ginecologo e igienista dentale può favorire la prevenzione e la gestione precoce delle alterazioni parodontali, indotte dalla somministrazione di ormoni artificiali.

 


 

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