Si riapre il confronto sul ruolo dell'odontotecnico
odontotecnico mentre realizza una protesi
Dopo la bocciatura dell'emendamento, ANTLO rilancia la richiesta di riconoscimento della professione sanitaria.

Il percorso di riforma delle professioni sanitarie continua a essere uno dei temi più delicati per il comparto odontoiatrico. Nelle scorse settimane la XII Commissione Affari Sociali della Camera ha respinto l'emendamento che proponeva il riconoscimento dell'odontotecnico come professione sanitaria nell'ambito del Disegno di legge delega sulle professioni sanitarie. Una decisione che ha suscitato reazioni contrapposte all'interno del settore e che riaccende un dibattito aperto da anni sul ruolo, sulle competenze e sul futuro della categoria. Tra le voci più critiche c'è quella di ANTLO – Associazione Nazionale Titolari di Laboratorio Odontotecnico, che ha espresso profonda delusione per l'esito del voto, ribadendo però la volontà di proseguire il confronto istituzionale affinché il riconoscimento professionale degli odontotecnici rimanga nell'agenda politica.

 

La proposta respinta in Commissione

L'emendamento, presentato dall'on. Ilenia Malavasi, mirava a inserire la figura dell'odontotecnico tra le professioni sanitarie previste dal DDL delega. La proposta è stata tuttavia respinta nel corso dell'esame in Commissione Affari Sociali della Camera. Secondo ANTLO, il mancato via libera rappresenta un'occasione persa per adeguare il quadro normativo all'evoluzione che la professione ha conosciuto negli ultimi decenni. L'Associazione sottolinea come oggi gli odontotecnici operino in un contesto caratterizzato da tecnologie digitali avanzate, progettazione CAD/CAM, manifattura additiva e procedure regolamentate per la produzione di dispositivi medici su misura, assumendo responsabilità tecniche sempre più rilevanti. 

 

La posizione di ANTLO

Nel comunicato diffuso dopo la votazione, ANTLO parla apertamente di «grande delusione» e di una scelta ritenuta incomprensibile rispetto all'evoluzione scientifica e tecnologica del settore. L'Associazione ringrazia l'on. Malavasi per aver sostenuto quella che definisce una battaglia storica per il riconoscimento della categoria e accoglie positivamente l'impegno della parlamentare a ripresentare la proposta nel prosieguo dell'iter legislativo. Pur prendendo atto della bocciatura dell'emendamento, ANTLO ribadisce che il percorso non si interrompe. L'obiettivo dichiarato resta quello di ottenere un riconoscimento coerente con il livello di competenze richiesto oggi agli odontotecnici e con il loro ruolo nella realizzazione dei dispositivi medici personalizzati destinati ai pazienti.

 

Le ragioni di chi si oppone

Sul fronte opposto si collocano la Commissione Albo Odontoiatri (CAO) nazionale, ANDI e altre organizzazioni rappresentative della professione odontoiatrica, che hanno accolto con favore il respingimento dell'emendamento. Secondo queste organizzazioni, la collaborazione tra odontoiatra e odontotecnico costituisce un elemento fondamentale dell'assistenza odontoiatrica, ma deve continuare a svolgersi nel rispetto di competenze nettamente distinte. La posizione espressa dalla CAO richiama un principio già consolidato dall'attuale normativa: l'odontotecnico svolge un'attività essenziale nella progettazione e nella fabbricazione dei dispositivi protesici, ma non esercita attività sanitaria diretta sul paziente. Per questo motivo, secondo la Commissione, il riconoscimento come professione sanitaria rischierebbe di generare incertezze sul piano ordinamentale e delle responsabilità professionali.

 

Un dibattito che va oltre il voto in Commissione

La bocciatura dell'emendamento non chiude il confronto parlamentare. Come ricordato da ANDI, il Disegno di legge delega dovrà proseguire il proprio iter legislativo e sarà successivamente esaminato dall'Aula della Camera. In quella sede potranno essere presentate nuove proposte emendative, compresa quella relativa al riconoscimento degli odontotecnici, qualora venga riproposta dai gruppi parlamentari interessati. Parallelamente, il provvedimento contiene anche un intervento di riordino delle cosiddette arti ausiliarie delle professioni sanitarie, ambito nel quale rientra attualmente la figura dell'odontotecnico. Si tratta di un percorso distinto rispetto al riconoscimento come professione sanitaria, ma destinato comunque ad aggiornare una disciplina che risale a quasi un secolo fa.

 

Quali ricadute per il settore odontoiatrico

Al di là del confronto politico, la vicenda evidenzia come il settore odontoiatrico stia attraversando una fase di profonda trasformazione. L'innovazione digitale, la diffusione della progettazione virtuale, la stampa 3D e l'evoluzione dei materiali hanno modificato radicalmente il lavoro dei laboratori odontotecnici, aumentando il livello di specializzazione richiesto ai professionisti. Allo stesso tempo, il principio della tutela del paziente e della chiara distinzione tra competenze cliniche e tecnico-produttive continua a rappresentare uno dei cardini dell'ordinamento italiano e della normativa europea. È proprio su questo equilibrio che si concentra oggi il confronto tra le diverse rappresentanze del settore.

 

Una questione ancora aperta

Il voto della Commissione rappresenta certamente un passaggio importante, ma difficilmente sarà l'ultimo. ANTLO ha già annunciato l'intenzione di proseguire il dialogo con le istituzioni per ottenere un diverso riconoscimento della professione, mentre le organizzazioni odontoiatriche confermano la necessità di mantenere distinti i rispettivi ambiti di competenza. L'evoluzione del Disegno di legge e gli eventuali decreti attuativi chiariranno nei prossimi mesi quale direzione prenderà il legislatore. Nel frattempo, il dibattito resta aperto e continua a coinvolgere uno dei temi più sensibili per il futuro dell'odontoiatria italiana: la valorizzazione delle competenze professionali senza compromettere la chiarezza dei ruoli e la tutela della salute dei pazienti.

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