Una recente revisione evidenzia come carie, malattie parodontali ed erosione dentale siano condizioni diffuse tra gli atleti d’élite, spesso con prevalenze superiori rispetto alla popolazione generale.
Patologie diffuse anche tra atleti di alto livello
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda proprio la diffusione delle principali patologie orali. La carie dentale emerge come la condizione più frequente, con una prevalenza stimata intorno al 46%, ma con valori che possono arrivare fino al 75% in alcuni studi.
Anche le malattie parodontali risultano particolarmente comuni: la gengivite interessa tra il 58% e il 77% degli atleti, mentre la parodontite può colpire fino al 41% dei soggetti analizzati.
Non meno rilevante è il fenomeno dell’erosione dentale, con prevalenze comprese tra il 36% e l’85%.
Si tratta di dati che mettono in discussione l’idea diffusa secondo cui gli atleti, per definizione, rappresentino un modello di salute globale.
Perché gli atleti sono più a rischio?
Le cause non sono legate a una scarsa consapevolezza. Al contrario, molti atleti dimostrano una buona conoscenza delle pratiche di igiene orale e dichiarano comportamenti corretti.
Il problema risiede piuttosto in un insieme complesso di fattori, legati allo stile di vita sportivo:
- elevato consumo di zuccheri per sostenere allenamento e performance,
- uso frequente di bevande energetiche e integratori,
- riduzione del flusso salivare durante l’attività fisica,
- difficoltà nell’accesso o nella prioritizzazione delle cure odontoiatriche.
L’elemento nutrizionale è particolarmente critico: l’assunzione frequente di carboidrati, spesso fino a 90 g/ora negli sport di endurance, crea condizioni favorevoli allo sviluppo di carie e infiammazione gengivale.
Impatto su performance e salute generale
La salute orale non è solo una questione locale. Le patologie del cavo orale possono influire su:
- infiammazione sistemica,
- qualità della vita,
- concentrazione e benessere psicologico.
Considerando che anche piccoli problemi di salute possono ridurre significativamente le probabilità di successo sportivo, la componente orale assume un ruolo strategico nel mantenimento della performance.
La salute orale degli atleti è il risultato di un sistema multilivello che coinvolge:
- fattori individuali (igiene orale, dieta, uso di fluoro),
- fattori di team (allenatori, nutrizionisti, staff medico),
- fattori organizzativi e politici (accesso alle cure, linee guida, supporto economico).
Questo significa che interventi limitati al singolo atleta rischiano di avere un impatto ridotto, se non integrati in una strategia più ampia.
Dalla prevenzione alla “risk mitigation”
Un concetto chiave che emerge dallo studio è la necessità di cambiare approccio: nel contesto sportivo, la promozione della salute orale deve essere vista come gestione del rischio, piuttosto che semplice prevenzione.
Ridurre completamente l’assunzione di zuccheri, ad esempio, non è realistico per un atleta. Diventa quindi più efficace intervenire con strategie pratiche, come:
- utilizzo di acqua dopo bevande zuccherate,
- maggiore esposizione al fluoro,
- protocolli strutturati di igiene orale,
- screening regolari.
Il ruolo del cambiamento comportamentale
Uno degli aspetti più interessanti riguarda l’efficacia degli interventi comportamentali. In uno studio citato nella revisione, un programma mirato ha portato a miglioramenti significativi nelle abitudini di igiene orale e nella percezione dell’impatto sulla performance.
Tra i principali driver di cambiamento per gli atleti emergono:
- riduzione dell’infiammazione sistemica,
- miglioramento dell’estetica.
Questo conferma che, in un contesto ad alte prestazioni, la motivazione è fortemente legata agli obiettivi sportivi.
Nonostante l’elevata prevalenza di patologie, la salute orale non è ancora una priorità nelle politiche di tutela della salute degli atleti. Eppure, come sottolineano gli autori, intervenire in questo ambito significa non solo migliorare la performance, ma anche ridurre il rischio di problemi a lungo termine.
Inoltre, gli atleti d’élite possono rappresentare un potente modello per la promozione della salute orale nella popolazione generale.


