Negli ultimi vent'anni, la professione odontoiatrica ha vissuto un'importante evoluzione, caratterizzata da una sempre maggiore presenza femminile. Secondo i dati elaborati dal CED di FNOMCeO, tra i 40.301 iscritti all'Albo degli odontoiatri, 14.997 sono donne, pari al 37% del totale. La percentuale scende notevolmente al 16% quando si considerano solo i professionisti doppiamente iscritti (ossia medici e odontoiatri).
Un'analisi più approfondita mostra che tra gli iscritti under 49, incluse le doppie iscrizioni, le donne rappresentano il 44,7% del totale. La fascia di età con la maggiore concentrazione di professioniste è quella tra i 45 e i 49 anni, che conta 10.445 iscritte. Quasi una perfetta parità viene raggiunta tra i più giovani under 29, con 1.438 donne rispetto a 1.449 uomini.
La tendenza sembra indicare che le donne potrebbero presto superare i colleghi maschi. Secondo i dati del MUR, nell'anno accademico 2022/2023, il 52% degli iscritti al primo anno di odontoiatria erano donne. Alcuni atenei mostrano percentuali ancora più elevate: l'Università di Milano ha registrato il 57,1% di studentesse, la Sapienza di Roma il 56%, e l'Università di Torino il 54%. Questi numeri suggeriscono che nei prossimi anni la presenza femminile nella professione odontoiatrica potrebbe continuare a crescere, raggiungendo o superando quella maschile.
Flessibilità e attrattiva della professione
Il settore odontoiatrico offre alcune opportunità uniche per le donne. L’odontoiatria è una professione che permette una certa flessibilità nell’organizzazione del lavoro, un aspetto che molte professioniste trovano attraente. La possibilità di avviare uno studio privato, di gestire autonomamente la propria attività o di lavorare con orari flessibili offre alle donne odontoiatra una maggiore autonomia nella gestione del proprio equilibrio tra vita lavorativa e personale.
Il divario di genere nelle posizioni di leadership
Nonostante il crescente numero di donne laureate in odontoiatria, la rappresentanza femminile in ruoli di leadership continua a essere fortemente squilibrata. Il sistema presenta evidenti discriminazioni.
Una recente pubblicazione, frutto della collaborazione tra le Università dell’Aquila, “G. d’Annunzio” e l’Associazione Nazionale Dentisti Italiani, ha evidenziato il divario di genere nelle posizioni di leadership odontoiatrica in Italia. Lo studio, pubblicato su Healthcare e premiato dall'associazione "ZONTA" per l'empowerment femminile, ha analizzato la distribuzione di genere tra il personale sanitario, nelle commissioni albo odontoiatri, nelle associazioni di categoria e tra i relatori di eventi ECM. I risultati mostrano una bassa rappresentanza femminile e una disparità significativa tra i generi in ruoli di leadership, con un p-value <0,05. Nonostante questo divario, il PNRR e altre iniziative come il bonus bebè di ENPAM e la certificazione di equità di genere stanno promuovendo il superamento di queste barriere.
Gender pay gap: il divario contributivo
In odontoiatria esiste ancora un divario retributivo di genere, che sebbene in diminuzione, rimane una realtà. Il cosidetto gender pay gap tra le donne odontoiatra è una questione ancora rilevante. Se da un lato il numero di donne che intraprendono la carriera odontoiatrica è in costante aumento, dall'altro il divario retributivo tra donne e uomini è ancora significativo.
Le donne odontoiatra tendono a guadagnare meno rispetto ai loro colleghi uomini, anche a parità di qualifiche ed esperienza. Questa differenza può essere attribuita, in parte, alla maggiore prevalenza del lavoro part-time tra le donne, che spesso scelgono orari più flessibili per conciliare la professione con le responsabilità familiari. Tuttavia, il problema non si limita al part-time, anche tra le donne che lavorano a tempo pieno si registra un divario salariale notevole, dovuto anche ad una minore presenza nelle posizioni dirigenziali e più remunerative.
Questo scenario rispecchia una tendenza più ampia nel settore sanitario italiano. Più in generale, le donne medico continuano a subire il divario di genere, come dimostrano i dati dell'Enpam. A parità di mansione, le dottoresse guadagnano in media il 30% in meno rispetto ai loro colleghi uomini. Nel 2023, circa 35.000 donne medico attive nella cosiddetta quota B dell'Enpam, che include i redditi derivanti dalla libera professione, hanno dichiarato un reddito medio di 50.000 euro. In confronto, i 46.500 uomini appartenenti alla stessa categoria professionale hanno dichiarato un reddito medio di 80.000 euro.
Ridurre il gender gap in odontoiatria: sfide e iniziative per l'uguaglianza professionale
In risposta a queste sfide, alcune associazioni di categoria e iniziative internazionali stanno cercando di colmare il divario di genere, promuovendo l'empowerment femminile e l'uguaglianza nelle opportunità di carriera. La consapevolezza del gender gap in odontoiatria è in crescita, e molti stanno cercando di abbattere le barriere che limitano le possibilità di carriera per le donne.
Il percorso verso la parità di genere è ancora lungo, è necessario continuare a lavorare per rimuovere gli ostacoli e avviare un cambiamento culturale e strutturale che garantisca le stesse opportunità di avanzamento professionale e di guadagno dei colleghi uomini, affinché le donne odontoiatra possano realizzare appieno il loro potenziale in un settore che cambia rapidamente.
Immagine generata da AI

